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Monday, July 20, 2009

Robots From Motion to Emotion?

La scorsa settimana sono andato a vedere al "Museum Für Gestaltung" di Zurigo la mostra intitolata: "Robots From Motion to Emotion?". La mostra sarà fruibile fino al 4 Ottobre 2009.


Come è evidente dal titolo, la mostra si prefigge lo scopo di mostrare quanto la robotica sia ormai parte integrante della nostra vita di tutti i giorni e di come in futuro lo diventerà probabilmente sempre di più.
I robot presenti spaziano, da una raccolta di robot giocattoli, a robot funzionanti in grado di interagire con il visitatore, a modelli di nanorobot che potrebbero essere usati in futuro a scopo medico, a robot usati nell'industria moderna, a robot usati nel cinema. C'è anche un modello di Asimo il famoso robot della Honda.

Giusto per rendere l'idea, sotto potete trovare qualche foto:





Oltre ai vari modelli di robot, molti dei quali perfettamente funzionanti, sono presenti anche diverse postazioni video ed interattive sulle quali soffermarsi per avere un'idea dello scopo per cui è stato sviluppato un determinato modello di robot e per vederlo all'opera. A mio parere uno dei video più interessanti riguarda una ricerca effettuata da un team svizzero circa un micro-attuatore in grado di essere azionato attraverso campi magnetici e quindi privo di qualunque accumulatore di energia.

Devo dire che la mostra è stata ben curata anche se ritengo che una maggiore superficie espositiva ed una conseguente maggiore presenza di materiale l'avrebbe sicuramente resa molto più completa.

Thursday, May 28, 2009

La prima di "Objectified" a Zurigo

Questa settimana è stata davvero incasinata, non avevo ancora trovato il tempo di scrivere questo post, ma oggi finalmente sembra che ci siano 10 minuti disponibili per farlo ... vediamo se riesco a scrivere tutto e premere il fatidico "Publish Post" :P.

Lunedì sera sono andato a Zurigo al Museum für Gestaltung a vedere la prima di "Objectified" un film documentario sul design industriale. Ne avevo parlato qui.
Era presente anche il regista, Gary Hustwit, che dopo il film ha risposto alle domande del pubblico:


Devo dire che il film era fatto abbastanza bene. Sostanzialmente si tratta di una serie di interviste a personaggi di spicco del design industriale presente e passato. Giusto per dovere di cronaca, se qualcuno fosse interessato, Gary ha fatto anche un altro film che ha come argomento il design tipografico. Il titolo del film è "Helvetica". Io ho acquistato il DVD e mi ripropongo di vederlo al più presto. Per chi nel frattempo volesse vedere il trailer ...

Monday, September 1, 2008

Museum für Gestaltung

Domenica ho visitato il "Museum für Gestaltung" a Zurigo.

Il museo presenta attualmente due esposizioni:
  1. "Design Development - SurroundThings" di Alfredo Häberli (27 Giugno - 21 Settembre 2008)


  2. 9 Evenings reconsidered: Art, theatre and engineering (30 Luglio - 7 Settembre 2008)




Alfredo Häberli è uno tra i maggiori esponenti del design svizzero. L'esposizione presenta alcuni dei suoi lavori commissionati da Littala, Luceplan, Moroso ed altri. Il design di Häberli è incentrato sulla funzionalità, sulla precisione e sulla luminosità. L'esposizione è divisa in varie sezioni. All'ingresso ci si ritrova all'interno di un "laboratorio" che ha lo scopo di mostrare come il processo creativo si sviluppi partendo dall'idea originale attraverso i bozzetti, la scelta dei materiali e i prototipi fino alla realizzazione in serie del bene che verrà poi commercializzato. L'area espositiva mostra poi delle case "astratte" che contengono al loro interno 17 anni di studi circa la "conceptual kitchen" e la "fabric factory". Gli "chalet" contengono a loro volta 160 oggetti di vari artisti appartenenti alla collezione privata del museo. Un'altra sezione è dedicata ai cartoons disegnati da Häberli, questa parte mi ha lasciato abbastanza indifferente.

"9 Evenings reconsidered", la seconda mostra presente al museo, nasce dall'idea dell'ingegnere Billi Klüver dei Bell Telephone Laboratories.

New York 1966: in nove sere artisti ed ingegneri diedero vita all'interno del "69th Regiment Armory Hall" alle prime performance interattive combinando musica, teatro, danza, cinema e video. Rendere disponibile la tecnologia del tempo agli artisti, in modo che questi ultimi potessero realizzare le proprie idee; questo fu il tema portante della manifestazione. Per la prima volta artisti ed ingegneri si incontrarono all'interno del processo creativo. L'artista per proporre la sua idea, l'ingegnere per risolvere i problemi tecnici legati alla sua realizzazione.