Saturday, September 15, 2007

In Italia 90 bombe atomiche

This post is in Italian.

Oggi repubblica.it ha pubblicato questo articolo, dove si sottolinea una scottante ammissione da parte del governo americano:
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Secondo il rapporto "Us nuclear weapons in Europe" dell'analista statunitense Hans Kristensen del Natural Resources Defence Council di Washington, invece, l'Italia ospita 90 delle 481 bombe nucleari americane presenti nel Vecchio continente. Cinquanta sono nella base di Aviano, in Friuli, e altre 40 si trovano a Ghedi, nel Bresciano.
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Nel nostro bel paese sono presente più di 90 testate nucleari.
Fa sorridere il fatto che questa notizia nota da tempo, possa suscitare tanta meraviglia.

Forse la gente dovrebbe pensare non proprio alle parole dette quanto alla verità che si cela dietro l'ammissione da parte dei nostri compari americani, ovvero che loro stessi senza troppi problemi hanno affermato di essersi presi la libertà di piazzare delle testate in Italia fregandosene apertamente della nostra legislazione.
In ogni caso possono sempre dire che le basi americane cadono sotto la loro giurisdizione, quasi lo stesso di quello che fa Città del Vaticano (vedi la questione dei preti pedofili, ma questa è un'altra storia).

L'Italia è un paese pieno di contraddizioni, questo è un fatto noto.

Chi è un poco grandicello si ricorderà che nel 1987, in Italia si indisse un referendum in cui si permetteva ai cittadini italiani di scegliere se nel nostro paese fosse o no consentito l'uso dell'energia nucleare.
Ora i nostri amati compatrioti del periodo decisero che in Italia non doveva essere permesso l'uso del nucleare in nessun modo.
Questo portò alla chiusura delle 4 centrali presenti. Ma si presentò subito un effetto collaterale: come fare a produrre energia a basso costo visto che ricavarla dai combustibili fossili non era molto conveniente. Qualcuno naturalmente ebbe un colpo di genio:
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Ma perché non l'acquistiamo dai nostri vicini di casa (ndr: i nostri vicini di casa per chi non ne fosse a conoscenza sono la Svizzera e la Francia).
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Ora questi gentilissimi vicini ci rivendono parte dell'energia che producono. Ma non ci vuole molto a comprendere, anche non essendo un esperto di geografia, che nel caso in cui si verificasse un incidente nucleare a casa dei nostri vicini, probabilmente potremmo esserne coinvolti.
Ma questo il popolo votante del 1987 non lo sapeva (un buon motivo per cui il diritto di voto non dovrebbe essere acquisito semplicemente compiendo la maggiore età).

Come se non bastasse adesso subiamo anche la beffa da parte degli americani.

Che paese sarebbe senza Nutella?!?!?!?!?!?!?

6 comments:

  1. Carta già riferì di questo fattaccio mesi e mesi fa. Ma ora siccome ne parla Repubblica, deve essere vero... :-D

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  2. Probabilmente è vero dal momento che una testata autorevole lo ha reso pubblico ;)

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  3. Beh, dopo la testimonianza fotografica che hai fatto ( :-P ) anche le testate autorevoli non possono chiamarsi fuori.

    Hai fatto un post lunghissimo ma vorrei far notare due cose:
    In Italia ci sono due o tre basi che sono territorio americano (Camp David Vicino Pisa, credo Aviano e forse qualcosa dalle parti tue...), le abbiamo ereditate dalla seconda guerra mondiale. Le altre sono basi NATO su cui effettivamente si dovrebbe poter fare qualcosa di più.
    Seconda cosa, il referendum. Nelle intenzioni di chi ha abolito il nucleare c'era quella di voler stimolare la ricerca di fonti alternative e non quella di comprare all'estero la stessa roba.
    Poi la storia dimostra come le buone idee possano finire male se la loro gestione é in mano a deficenti...

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  4. Si la base "delle mie parti" è su territorio americano ;).

    Riguardo le presunte idee positive non nego che ci sia stata buonafede, ma come pensavano di risolvere il problema della carenza di energia visto che le famose energie alternative non avrebbero permesso almeno all'inizio di soddisfare il fabbisogno energetico?

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  5. Lo spegnimento delle centrali non è avvenuto da un giorno all'altro ma è durato qualche anno. Se si voleva affrontare il problema (o almeno abbozzarlo...) il tempo c'era.
    Non dimenticare inoltre che il discorso "incidente" è solo uno dei punti della questione, il più grosso (a mio modo di vedere) è quello delle scorie. Siamo in una nazione dove nessuno vuole i rifiuti urbani "ordinari" immagina quanti sono disponibili a ospitare un bel deposito di scorie radioattive. Anticipo già che qualche anno fa ero tra quelli che hanno protestato alla proposta di farlo in Sardegna, ci basta l'uranio impoverito nel poligono di Quirra.

    Se non ricordo male al momento nel nostre scorie (prevalentemente avanzi del passato e prodotte da uso ospedaliero) le esportiamo in Russia a caro prezzo, si mormora che alcuni dei nostri bidoni siano stoccati (a insaputa dei cittadini) in depositi anonimi...

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  6. ... interessante quello dei depositi anonimi non lo sapevo ma lo immaginavo.

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